Sollevare meno polvere

Nello Zen pratichiamo con questo invito: sollevare meno polvere possibile. In genere. Dappertutto e - quasi - sempre.

Quando ci muoviamo, quando puliamo spazi, quando ci spostiamo, quando mangiamo. Sollevare meno polvere del solito.

Cosa vuol dire? In che modo ci aiuta?

Quando scegliamo di sollevare meno polvere scegliamo di appoggiare il piede con delicatezza, scegliamo di parlare a voce bassa, scegliamo di porre la forchetta sul tavolo lentamente e con attenzione.

Scegliamo di essere presenti. Scegliamo di entrare in contatto con il mondo manifestato. Scegliamo di esserci.

Quando solleviamo tanto polvere camminando, parlando, lavorando NON ci siamo veramente. La polvere si solleva perché i movimenti sono veloci, duri, bruschi e senza amore. Siamo in lotta contro il momento presente.

La scelta è quindi semplice. Si tratta anche qui di una questione d’amore.

C’entra poco l’intenzione di non dare fastidio ad altri. C’entra l’amore, l’amore tuo per questa vita in questo momento. Le tue azioni possono diventare carezze al mondo manifestato. Ogni tuo passo può essere un bacio alla terra (Thich Nhat Hanh). L’amore è sempre tenero, mai violento.

E in questa pratica sappiamo che possiamo anche decidere di fare rumore e di sollevare polvere quando la vita ci invita a farlo. Quando ci vuole ci vuole.

Ma sarà sempre una scelta consapevole. Sappiamo sempre come e perché ci stiamo muovendo: sollevando polvere o non sollevando polvere. Sappiamo cosa stiamo facendo e perché. Questa è la vera differenza rispetto a “prima”. In questa scelta consapevole anche il rumore può assumere la qualità dell’amore. Nella presenza mentale la lotta contro il momento presente cessa in ogni caso.

E rimane solo amore.

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